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Piano editoriale per il blog, cos’è, come farlo e perché serve farlo oggi

Di qualunque argomento tratti e in qualunque stile lo si faccia, il blog è uno strumento di marketing per la tua attività. Il piano editoriale spesso serve proprio a ricordarlo, anche se non esplicitamente.

Che tu abbia aperto un blog per portare traffico al sito, per farti conoscere da un pubblico più ampio, per generare lead, per vendere di più i tuoi prodotti o servizi o per qualunque altro motivo, l’obiettivo che vuoi raggiungere è la guida del suo mantenimento.

Anche se può sembrare qualcosa di artificioso e complesso che toglie spontaneità, in realtà preparare il piano editoriale è un po’ come strutturare la trama di un libro. Consiste nello stabilire i contenuti che vorrai creare per il tuo blog abbinati alle date in cui vorrai pubblicarli. Nulla di statico o inamovibile ma una sorta di mappa concettuale che possa guidarti nella gestione del blog. Per farlo bastano un foglio word, un pdf, Google doc.

Come fare un piano editoriale… oggi

Un piccolo foglio può contenere tutto questo? Dal titolo, la struttura del testo, alle parole chiave primarie e secondarie da inserire per farsi trovare da Google ma, soprattutto, per fargli capire come è strutturato a livello semantico e, in base a quello, categorizzarlo. Per struttura si intende come il contenuto, testuale, video, si deve alternare alle immagini e che scaletta, nel caso del testo, può avere.

Il piano editoriale è la traduzione di una strategia di contenuti collegati tra loro che devono essere realizzati per raggiungere determinati obiettivi in specifici momenti del processo di fidelizzazione. E no, non lo chiamiamo funnel di vendita, quello del marketing. Superiamo anche questo concetto e rendiamo tutto più umano e movimentato: coerente con il ritmo dei propri clienti.

Piano editoriale statico significa invece riempire una piattaforma di contenuti isolati tanto per sporcare pagine. E perdere tempo e soldi per fare male un’attività così strategica non vale la pena.

I tipi di contenuti per un piano editoriale

Quali sono i contenuti che funzionano e che possono andar bene? Ecco qualche idea.

Contenuti ispirazionali: citazioni, video ispirazionali, post dai titoli come “I cinque festival musicali migliori, “10 idee per migliorare la tua comunicazione online” e così via. Contenuti cioè che offrano spunti di crescita e risorse creative ai lettori per il loro lavoro o la loro vita personale.
Contenuti informativi: cioè contenuti utili, specifici e pieni di dettagli che arricchiscano e offrano approfondimenti su argomenti di interesse per le persone alle quali si rivolge il tuo blog 
Contenuti volti a convertire: contenuti che hanno come scopo quello di ottenere un risultato immediato, che sia l’iscrizione a una newsletter, la richiesta di informazioni su un prodotto  o un servizio e così via.
Contenuti che coccolano le persone, contenuti che offrono un aiuto immediato al lettore spiegando come utilizzare qualcosa, come risolvere una difficoltà concreta, permettendogli di scaricare manuali o altri tipi di aiuto per il suo lavoro.

Analisi del traffico, il cerchio della vita del piano editoriale

Uno degli obiettivi comuni a chiunque apra un blog per la sua attività è aumentare il traffico. Parlare di traffico fine a sé stesso però ha poco senso. Conta quello di qualità, che converte e che porti quindi risultati concreti.

Per ottenere traffico di qualità bisogna conoscere il proprio pubblico, le sue esigenze, i suoi bisogni e risolverli. Se poi si parte da zero un’indagine di mercato “al volo” andrebbe fatta: un’analisi del pubblico, di quello che i tuoi concorrenti pubblicano e come lo fanno. Gli obiettivi per cui scrivi hanno infatti senso solo se riferiti alle persone alle quali è rivolto il tuo lavoro, per cui è fondamentale parlare a quelle giuste.

Il lavoro di analisi volto a conoscere il tuo pubblico non impone staticità alla produzione del piano editoriale. Misurare e scrivere sulla base dei dati è importante ma lo è altrettanto – sempre tenendo ben presente per chi scrivi – permettersi di uscire dagli schemi lasciandosi andare alla creatività e a quello che suggerisce il momento. Ciò permette di stabilire un cerchio in continua evoluzione, un circolo virtuoso che alimenta la vita dei contenuti del tuo blog, della posizione del tuo brand sul mercato e dei tuoi clienti, in perenne movimento.

Il ritmo vitale del piano editoriale

La logica del piano editoriale rimane intatta. Lo strumento però continuerà a servire solo se segue un ritmo vitale.

Più che un calendario preciso dei giorni di pubblicazione dei vari post settimana per settimana, il piano editoriale deve essere una sorta di canovaccio che permetta di orientarsi nel tipo di contenuti da pubblicare, nell’aggiornarli e anche nel modo di disporre gli articoli all’interno del sito. La Seo infatti richiede anche una struttura interna per capire a quale articolo va data maggiore importanza.

Sulla base degli articoli presenti si misura la situazione attuale, ma si scrive anche per misurare e fare cambiamenti nei contenuti. In un cerchio vitale che si autoalimenta all’infinito. Almeno questo è l’obiettivo del piano editoriale, forse quello più importante.





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